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Orrore in centro storico. Tutto accade in serata, quando le luci di una giornata caldissima, ormai estiva, stanno per spegnersi. Un ragazzino, appena diciassette anni, litiga furiosamente con sua madre. Afferra un coltello da cucina. E la colpisce. Più volte. Le causa ferite fatali. La uccide.
Subito dopo, secondo una prima ricostruzione investigativa, cerca quasi di precostituirsi un alibi, nonostante poco prima abbia compiuto il più orrendo dei delitti.
Si affaccia così al balcone di casa e urla qualcosa del tipo: “Aiutatemi, aiutemi! Mia madre vuole uccidersi! Mia madre vuole uccidersi! Aiutatemi!”.
La dinamica dell’omicidio
L’omicidio è avvenuto all’interno di un appartamento del centro storico, nei pressi delle rampe San Giovanni Maggiore, arteria che si incrocia con via Mezzocannone, nel cuore del centro storico e della zona universitaria. In una zona popolosa e frequentata come è il centro storico in queste serate afose, quelle urla, naturalmente, raggiungono più di un passante.
Attimi di terrore, di sconcerto. Ci si guarda con stupore l’uno con l’altro. Poi qualcuno decide di prendere il telefonino e comporre il 113: “Polizia, correte, venite subito qui, sta succedendo qualcosa di terribile, fate presto”.
Arrivano gli agenti dell’Ufficio prevenzione generale (Upg) e del commissariato Decumani. Il ragazzino però è chiuso dentro casa e dice di non avere le chiavi. Per aprire la porta occorre quindi l’intervento dei vigili del fuoco, chiamati anche loro sul posto.
I vigli del fuoco riescono ad entrare in casa da una finestra e poi aprono la porta alla polizia. Non ci vuole molto per gli agenti a capire cosa sia in realtà accaduto: il ragazzo ha ucciso la madre. Contro la donna il minorenne ha infierito con numerose coltellate. Il ragazzo è stato trovato, da quanto è emerso, con le mani ancora insanguinate.
Chi è il ragazzo di 17 anni che ha ucciso la madre
Il diciassettenne è il figlio adottivo di una coppia di medici. La polizia lo ferma e lo interroga immediatamente per cercare di ricostruire nei dettagli sia l’azione assassina sia le ragioni che hanno portato a questo folle gesto culminato nell’omicidio.
In precedenza non ci sarebbero stati segnali evidenti che potevano far pensare a una tragedia immensa come quella avvenuta nel cuore antico di Napoli. La vittima Filomena G., 61 anni, lavorava per l’Asl Napoli 1 Centro, era dirigente medico psichiatra e referente dell’unità fasce deboli e cure domiciliari, in un vicino distretto. Medico anche il marito che lavora in un ospedale cittadino. Increduli vicini e compagni di lavoro dei due professionisti. Sulla vicenda indagano adesso la polizia e la procura per i minorenni.